Gagliano aterno

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Home Percorsi naturalistici Da Gagliano Aterno alla Neviera del Sirente, per le Coste del Tricaglio e la faggeta di PianoCavallo

Da Gagliano Aterno alla Neviera del Sirente, per le Coste del Tricaglio e la faggeta di PianoCavallo

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Lungo itinerario scarsamente frequentato dagli escursionisti “forestieri” perché poco conosciuto.

Il percorso offre diversi aspetti interessanti sia dal punto di vista storico (Con il bellissimo Castello di Gagliano Aterno) sia da quello naturalistico (oltre la faggeta, la selvaggia conca della Neviera).

La seconda parte dell’itinerario, è una rilassante full immersion nella natura.

Dislivello : 1235 m

Tempo salita : 4 – 4.30 ore

Tempo discesa : 2.30 – 3 ore

Difficoltà : E+

Segnaletica : segnavia Giallo – Verdi (parziale)

 

Da Gagliano Aterno, si percorre Via Capo le Case che, partendo dall’area prospiciente il Castello, si snoda nella parte vecchia del paese e in seguito diventa sterrata.

Superata una croce metallica ed un’opera in muratura dell’acquedotto, si prosegue, dopo aver incrociato una strada asfaltata, per una mulattiera che corre tra i faggi del versante est del Monte Briccialone e dei pendii meridionali di Capo La Piaia.

Si arriva, con rapida salita, ad incrociare (1354 m) una pista proveniente da Gagliano Aterno. Si prosegue fino a giungere ad un rifugio montano (rifugio di Fonte Canale 1355 m, 1.50 ore). Da qui parte il sentiero che porta alla Neviera (segnavia giallo – verdi) e che si snoda sinuosamente, obliquando a destra nella faggeta di Piano Cavallo, sul versante orientale di Monte Canale. Si arriva alle doline dopo aver incrociato il sentiero proveniente da Piano di Canale. Si sale ancora, fino ad arrivare allo stazzo dello Scurribile (1750 m, 1.10 – 3 ore). Si attraversa la pietraia della Neviera alla base e si incrocia il sentiero proveniente da Fonte Canale; si sale ai margini di un bosco fino ad uscirne. Per un ripido sentiero si costeggia una parete rocciosa (Peschio Pedone ), fino ad arrivare alla Neviera (2030 m, 1 – 4 ore)

INFO: quando non c’erano i frigoriferi, il ghiaccio bisognava andarselo a prendere in montagna, dove si formava in posti particolari, le neviere. Queste ultime erano depressioni naturali o artificiali dove la neve si conservava fino ai mesi estivi; la pressione degli strati superiori su quelli inferiori provocava la formazione di cristalli di ghiaccio granulare durissimo.

 

Trasparenza, Valutazione e Merito